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Con una campagna acquisti da 125 milioni e circa 30 milioni di cessioni, la Roma difficilmente potrà convincere l’Uefa di aver rispettato del tutto i paletti del settlement agreement, l’accordo transattivo firmato nel 2022. Soprattutto perché le plusvalenze non sono state molte: circa 25 milioni. E c’era tempo fino al 31 di luglio grazie al mese in più concesso da Nyon a tutti i club col Mondiale di mezzo. Sul tavolo della confederazione europea la società di Friedkin porterà un argomento che di questi tempi pare sia molto convincente: il taglio del monte ingaggi come dimostrazione di impegno a perseguire un percorso di sostenibilità. Nella passata stagione il costo del lavoro superava i 133 milioni lordi, adesso questa quota si è avvicinata all’obiettivo dei 100, attestandosi sui 113: meno venti, dunque, con un importante decurtazione del 15%. Insomma, sarà forse distante il target del contenimento delle perdite nel triennio a 60 milioni (questo prevedeva il piano), però il ds D’Amico, mentre portava avanti la complessa opera di rafforzamento della squadra, ha anche dato una corposa sforbiciata agli emolumenti. È un messaggio ben preciso inviato ai dirigenti che a ottobre dovranno spulciare il bilancio giallorosso.
Merito delle partenze di calciatori come Zaragoza (2 milioni lordi in sei mesi), Celik (3,6), Angeliño (3,8), Tsimikas ed El Shaarawy (4,6 a testa) ma soprattutto dell’uscita di Dovbyk, che da solo pesava sul monte ingaggi per 6,5 milioni. Al suo posto è entrato un calciatore come Castro che ha 8 anni in meno e guadagna al lordo 4 milioni. Da questo scambio col Bologna si intuisce molto, se non tutto, della strategia giallorossa: il ringiovanimento della rosa non è soltanto una questione estetica o d’immagine, ma sostanziale in virtù dell’abbattimento del costo del lavoro legato anche agli ammortamenti sul lungo periodo. La Roma non avrà incassato molto dalle cessioni, anzi alcuni calciatori sono andati via soltanto in prestito, però in questa stagione risparmierà anche gli ingaggi di El Aynaoui (2,8), Vaz (2,8), Ziolkowski (1,3), Kumbulla (2,8), senza dimenticare gli altri non riscattati come Venturino e Ferguson. Anche i rinnovi hanno seguito questa linea: Dybala, Mancini, Cristante e Pellegrini hanno accettato riduzioni della parte fissa del loro stipendio, sopperendo con bonus legati a presenze, rendimento e obiettivi di squadra. L’esempio lampante è quello di Paulo, sceso da 8 milioni netti a 2,2. Ma l’argentino guadagnerà anche 100 mila euro per ogni presenza superiore ai 45’ e altri 100 mila per ogni 5 tra gol e assist. I quattro che hanno siglato dei prolungamenti contrattuali hanno permesso alla Roma di tagliare altri 15 milioni dal monte ingaggi. Il risparmio totale fa circa 45 milioni. Di contro, la campagna acquisti ha portato a Trigoria Castro (4 milioni lordi di ingaggio), Mora (3,5), Koulierakis (4), Molina (5), Balerdi (5) e De Roon (3,5) per una spesa in busta paga di 25. Venti milioni in meno, come detto. Decisamente un passo in avanti.
罗马的总薪水支出从上赛季的133M降到新赛季的113M,降了20M,幅度高达15%,这也是向UEFA发出的可持续发展信号.
一些球员的离队和降薪让薪水支出大幅减少了45M,比如:
Zaragoza 2M
Celik 3.6M
Angeliño 3.8M
Tsimikas 4.6M
El Shaarawy 4.6M
Dovbyk 6.5M
El Aynaoui 2.8M
Vaz 2.8M
Ziolkowski 1.3M
Kumbulla 2.8M
Dybala, Mancini, Cristante和Pellegrini四人的续约底薪都有不同程度的降低,只是通过奖金条款来弥补
而所有新援的薪水总支出为25M,其中
Castro 4M
Mora 3.5M
Koulierakis 4M
Molina 5M
Balerdi 5M
De Roon 3.5M
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